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Scoperto il foro romano di Gubbio
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29/07/2010
17.12
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Si chiude a Gubbio la decima campagna di scavi alla Guastuglia. Rinvenuto l’antico foro. Università e Comune lanciano l’appello a Regione e Soprintendenza, ma anche privati, per la creazione di un parco archeologico.
Sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa i risultati della decima campagna di scavo presso l’area della Guastuglia condotta dall’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria e con il Comune di Gubbio. Erano presenti la sindaco Maria Cristina Ercoli insieme all’assessore Aldo Cacciamani, Gian Luca Grassigli e Giuseppe Basciu rispettivamente direttore e responsabile tecnico dello scavo e Luca Bartolini per la Soprintendenza. Il direttore Grassigli ha ringraziato l’amministrazione comunale per l’impegno e il sostegno profusi. Le indagini sul campo, condotte a partire dal 2001 sotto la direzione del professor Gian Luca Grassigli e la responsabilità tecnica di Giuseppe Basciu, dottorando presso lo stesso ateneo, hanno portato alla luce un’area di estremo interesse archeologico. Le evidenze, finora emerse, apportano di anno in anno dati sempre più significativi al già noto complesso di natura pubblico-religiosa. La campagna 2010 è risultata essere uno degli interventi più redditizi, nell’intero arco di dieci anni di indagini. Gli obiettivi hanno puntato sull’approfondimento di quella che doveva essere una delle direttrici stradali più importanti della Iguvium romana. Gli scavi hanno messo in luce la massicciata di preparazione, il c.d. nucleus composto da calce, pietrisco e scorie di ferro, su cui si impostava una ricca pavimentazione in lastre di calcare. Rimane anche traccia di due muri dell’ambiente, che dovevano essere ricoperti di intonaci e da lastre marmoree policrome (crustae). Simili dati permettono di ipotizzare un edificio estremamente ricco e fastoso, posizionato alla fine della strada e dunque all’inizio dell’area pubblica. Lo scavo, inoltre, ha interessato anche altri settori dell’area archeologica della “Guastuglia”. Si è deciso infatti, di approfondire le indagini di un settore del santuario già indagato nel corso della campagna 2007, corrispondente all’accesso Est del porticato che circondava il tempio. Da questa area provengono i reperti di maggior pregio e valore storico-artistico, tra cui un piccolo altare in marmo per sacrifici e uno strumento chirurgico in bronzo, finemente decorato ed estremamente ben conservato. Sono state ritrovate anche numerose monete in bronzo in ottimo stato di conservazione, databili ai primi secoli dell’impero romano. La campagna 2010 ha visto anche la ripresa delle indagini nella “Domus della Guastuglia”, struttura caratterizzata da una ricca decorazione musiva, già esplorata parzialmente nel corso degli anni ’70 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria. Durante le fasi di scavo sono emersi vasti resti di un ambiente (corridoio), dotato di pavimentazione in cocciopesto con decorazione musiva e pareti rivestite di intonaci.
Redazione
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